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15 Agosto 2026

Mons. Giampiero Dal Toso a Grado: una visita nel segno della storia, della fede e dell’incontro

Mons. Giampiero Dal Toso a Grado: una visita nel segno della storia, della fede e dell’incontro

Giorni intensi e ricchi di significato quelli vissuti dalla comunità gradese in occasione della visita di mons. Giampiero Dal Toso, Arcivescovo titolare di Grado e Nunzio Apostolico in Giordania e Cipro. Una presenza che ha permesso di riscoprire ancora una volta il legame profondo tra la storia millenaria della nostra città, la sua tradizione cristiana e quella vocazione all’incontro e al dialogo che, ancora oggi, Grado può continuare a testimoniare.

La visita ha preso avvio nel pomeriggio di venerdì 14 agosto dalla Basilica patriarcale di Sant’Eufemia. Accompagnato dal parroco, mons. Paolo Nutarelli, l’Arcivescovo ha potuto conoscere più da vicino la storia e le bellezze della Basilica grazie alla presentazione del prof. Matteo Marchesan, che ha illustrato alcuni degli elementi più significativi dell’antico complesso patriarcale.

Non si è trattato semplicemente della visita ad un monumento, ma dell’ingresso in una storia che continua a parlare. I mosaici, l’architettura paleocristiana, la memoria dell’antico Patriarcato raccontano infatti il ruolo che Grado ha avuto nei secoli quale punto di incontro fra Oriente e Occidente, una vocazione che acquista un particolare significato pensando al servizio diplomatico che mons. Dal Toso svolge oggi come rappresentante pontificio in Giordania e Cipro.

L’incontro con la città

Successivamente mons. Dal Toso è stato accolto ufficialmente nella Sala del Consiglio comunale dal sindaco, dalla Giunta e dai consiglieri comunali.

Nel suo saluto il primo cittadino Giuseppe Corbatto ha ricordato il valore storico del titolo episcopale di Grado e l’importanza che esso continua ad avere per una città profondamente segnata dalla sua storia patriarcale. La nomina di mons. Dal Toso consente idealmente al nome di Grado di continuare a viaggiare nel mondo, oggi anche attraverso la particolare missione diplomatica affidata dalla Santa Sede al suo Arcivescovo titolare.

Anche negli interventi dei rappresentanti dell’Amministrazione è emerso il valore della collaborazione tra la comunità civile e quella ecclesiale, nel rispetto delle rispettive competenze e responsabilità.

Proprio su questo aspetto si è soffermato mons. Dal Toso: istituzioni civili e comunità ecclesiale hanno ruoli diversi, ma possono incontrarsi nel comune servizio alla persona e al bene della comunità. Una collaborazione che non annulla le differenze, ma che può diventare tanto più feconda quanto più è fondata sul rispetto reciproco.

Il Nunzio ha inoltre ricordato alcuni legami storici tra le sue terre d’origine e il Patriarcato aquileiese, per poi allargare lo sguardo al Mediterraneo e al Medio Oriente. La stessa arte custodita nella Basilica di Sant’Eufemia, con i suoi richiami al mondo bizantino, sembra infatti ricordare come Grado sia stata nei secoli una sorta di ponte tra mondi, popoli e culture differenti.

A conclusione dell’incontro istituzionale, mons. Dal Toso ha lasciato la propria firma nel libro degli ospiti e ha richiamato significativamente la frase presente nella sala consiliare: «Concordia parvae res crescunt», nella concordia anche le piccole realtà crescono.

Sulla laguna, davanti alla Madonnina del Mare

La visita è proseguita quindi sulla laguna. Accompagnato dal parroco e dal sindaco, mons. Dal Toso è salito sulla barca ammiraglia e, insieme ai Portatori della Madonna, ha raggiunto la Madonnina del Mare posta in Pampagnola.

Un momento semplice e suggestivo, profondamente legato alla tradizione gradese. Davanti all’immagine di Maria, che sembra vegliare sulla laguna e su quanti la attraversano, è stato reso omaggio alla Vergine affidandole la comunità, i pescatori, la gente di mare, i villeggianti e quanti vivono o trascorrono a Grado alcuni giorni dell’anno.

La laguna, il silenzio dell’acqua e la presenza della Madonna hanno offerto quasi naturalmente un’altra immagine della vocazione di Grado: una terra che vive sul confine tra acqua e terra e che, proprio per questo, porta nel proprio DNA la capacità di creare ponti.

La solennità dell’Assunta

Il momento culminante della visita è stato vissuto sabato 15 agosto, nella solennità  dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, con la celebrazione della Santa Messa nella Basilica di Sant’Eufemia ed animata dalla Corale orchestrale Santa Cecilia.

Il dono della Croce di Grado

Prima del suo ingresso solenne nella Basilica di Sant’Eufemia è stata consegnata a mons. Dal Toso una riproduzione della cosiddetta Croce di Grado, richiamando una memoria antichissima della nostra Chiesa.

Secondo le antiche cronache, nell’anno 631 l’imperatore Eraclio inviò al Patriarca Primigenio la cattedra dell’evangelista san Marco, che aveva portato da Alessandria, e insieme ad essa una preziosa cattedra-reliquiario in alabastro contenente una cospicua porzione della Santa Croce.

Quel dono possedeva certamente un profondo significato religioso, perché poneva al centro il mistero della Croce di Cristo, ma aveva anche una forte valenza storica ed ecclesiale: riconosceva l’importanza della sede gradese e il suo particolare rapporto con il mondo orientale.

«Oggi non è un imperatore a consegnare un dono – è stato ricordato – ma è la comunità di Grado che desidera compiere un gesto capace di richiamare quell’antica memoria».

L’originale continuerà ad essere custodito nel patrimonio civico della Basilica, mentre la sua riproduzione accompagnerà mons. Dal Toso come segno del legame con la Chiesa e con la città di cui porta il titolo episcopale.

La Croce diventa così non soltanto memoria di un passato glorioso, ma soprattutto richiamo al cuore della fede cristiana: un Dio che salva attraverso il dono di sé e che trasforma la Croce, segno di morte, in sorgente di vita e di speranza.

La Santa Messa Solenne

La festa dell’Assunta, così cara alla tradizione cristiana, ha offerto anche l’occasione per rivolgere lo sguardo oltre la semplice cronaca di questi giorni. Maria assunta in cielo ricorda infatti la meta ultima del cammino dell’uomo e annuncia che la vita non è destinata al nulla: la Risurrezione di Cristo apre anche per noi una strada di vita piena.

Nel cuore dell’estate, quando anche il ritmo ordinario della vita rallenta e molti cercano alcuni giorni di riposo, la festa di Maria diventa così invito a recuperare uno sguardo più profondo sulle cose, sulle relazioni, sulla fede e sul senso del nostro cammino.

Una storia che continua

La presenza di mons. Dal Toso non ha voluto essere soltanto la rievocazione di un passato prestigioso. La storia ha senso quando continua a generare responsabilità nel presente.

Il titolo di Arcivescovo di Grado, la Basilica patriarcale, la Croce, la laguna e le tante testimonianze custodite dalla nostra città non devono trasformarsi semplicemente in ricordi da contemplare, ma possono diventare un invito a riscoprire la vocazione di Grado ad essere terra di incontro, di accoglienza e di dialogo.

La particolare missione affidata oggi a mons. Giampiero Dal Toso come Nunzio Apostolico in Giordania e Cipro rende questo legame ancora più suggestivo: dall’Alto Adriatico al Mediterraneo orientale, da Grado al Medio Oriente, continua idealmente quel dialogo fra Oriente e Occidente che appartiene alle radici più profonde della nostra storia.

La comunità di Grado ringrazia mons. Dal Toso per questi giorni trascorsi insieme, per la semplicità dell’incontro e per le parole condivise.

Prima della benedizione conclusiva, il parroco, mons. Paolo Nutarelli, ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di queste giornate di festa. Un pensiero particolare è stato rivolto alla Corale Orchestrale "Santa Cecilia", che ha animato con solennità la celebrazione liturgica, ai ministranti, ai volontari, ai collaboratori della parrocchia, ai Portatori della Madonna e a quanti, spesso nel silenzio e con discrezione, hanno curato ogni dettaglio dell'accoglienza.

Parole di gratitudine sono state rivolte anche alle Autorità civili e militari, che con la loro presenza hanno testimoniato la vicinanza delle istituzioni alla comunità gradese, nel segno di quella collaborazione rispettosa tra Chiesa e società civile richiamata dallo stesso Arcivescovo Dal Toso.

Il parroco ha infine sottolineato come la visita dell'Arcivescovo titolare di Grado abbia coinciso provvidenzialmente con la Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria e con la tradizionale Festa del Villeggiante, quasi a ricordare che Grado, forte della sua storia e della sua fede, desidera essere una casa aperta a tutti: ai suoi abitanti, agli ospiti che scelgono l'isola per il loro riposo e a quanti, passando per questa terra, possano trovare una comunità capace di accogliere, condividere e testimoniare il Vangelo con semplicità e gioia.


Una visita che lascia un segno e rinnova un legame: quello tra il Vescovo che porta il nome di Grado e una comunità che, custodendo con orgoglio la propria storia, desidera continuare a guardare avanti.

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