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29 Giugno 2026

Una piccola riflessione. Sabo Grando, la Vigilia della Festa

Con la traslazione dell’immagine della Madonna degli Angeli dalla sua nicchia laterale al presbiterio sono iniziati i giorni che ci accompagneranno verso il Perdòn di Barbana, appuntamento tanto caro alla nostra comunità che si celebra la prima domenica di luglio.


Sono giorni belli ed intensi, nei quali siamo invitati a prepararci interiormente attraverso la preghiera, la partecipazione all’Eucaristia e l’affidamento a Maria. Il Perdòn non è soltanto una tradizione che si rinnova da secoli, ma un cammino di fede che coinvolge l’intera comunità, un’occasione per riscoprire il senso del pellegrinaggio, della riconciliazione e dell’appartenenza.


Ed è questa, per me, l'occasione per riprendere la riflessione sul "Sabo Grando:" il sabato che prepara la festa!


Infatti, ci sono tradizioni che non appartengono soltanto alla storia, ma all’anima di una Comunità. Il "Sabo Grando" è una di queste. È una di quelle parole che ogni gradese comprende subito, perché dentro racchiude memoria, appartenenza ed anche un modo di vivere.

Anticamente era la “Vigilia Grande”: il giorno in cui i pescatori lasciavano i casoni e rientravano sull’isola per prepararsi religiosamente alla grande festa del Perdòn. Non era un semplice ritorno a casa, ma un ritorno alle proprie radici, alla famiglia, alla comunità ed alla Fede. Prima della festa c’era il tempo dell’attesa, della preparazione e della preghiera.

Per questo mi piace paragonare il Sabo Grando al celebre “sabato del villaggio” di Leopardi. Il sabato non è ancora la festa, ma è il giorno che la rende possibile. È il giorno dei preparativi, delle speranze, dell’incontro. È quasi più bello perché contiene tutta l’attesa della gioia.

Anche oggi, dopo "il canto delle Litanie", vedere i locali riempirsi di persone che si ritrovano, ascoltare una chitarra che accompagna i canti tradizionali, incontrare amici e famiglie, significa respirare un’atmosfera autenticamente gradese. È una festa semplice, popolare, spontanea, che racconta la nostra identità molto più di tante iniziative costruite a tavolino.

Proprio per questo credo sia opportuno custodirne il significato.


Da alcuni anni il Sabo Grando viene associato alla Notte Bianca. Nessuno mette in discussione il valore di una manifestazione capace di animare la città e di offrire occasioni di incontro e di lavoro per molte attività commerciali. La Notte Bianca può certamente essere una bella proposta estiva.

La riflessione che, come parroco ma anche come cittadino di Grado, desidero condividere è un’altra: forse sarebbe opportuno non sovrapporre la Notte Bianca al "Sabo Grando"

Non significa voler togliere qualcosa, ma restituire ad ogni evento la propria identità. La Notte Bianca può essere organizzata in tantissime sere dell’estate, ad esempio tra il venerdì ed il sabato, senza perdere nulla della sua attrattiva. Il Sabo Grando, invece, è uno solo: è il sabato che precede la prima domenica di luglio, è il respiro antico della nostra Comunità, è la vigilia del Perdòn.


Personalmente non mi sembra di “togliere” qualcosa. Al contrario, la proposta è quella di valorizzare entrambe le iniziative, evitando che una finisca per oscurare il significato dell’altra.


Le tradizioni non vivono perché vengono ripetute meccanicamente, ma perché ogni generazione ne comprende il senso profondo e lo consegna a quella successiva. Senza memoria non esiste futuro.


Custodire il Sabo Grando significa custodire un pezzo dell’anima di Grado. Ed è un patrimonio che appartiene a tutti: credenti e non credenti, residenti ed ospiti, giovani ed anziani. Perché una Comunità cresce quando sa fare festa, ma soprattutto quando sa ricordare perché quella festa è nata.

donpi