La bellezza di essere di Cristo

Nel giorno del Corpus Domini la Chiesa ci ricorda una verità semplice e straordinaria: l’Eucarestia non è un simbolo, ma una Presenza. In quel Pane consacrato c’è realmente Gesù che continua a rimanere in mezzo al suo popolo.
Per questo la domanda più importante non è: «La Messa è stata bella o brutta?». La vera domanda è un’altra: «Ci credo oppure no?». Se credo che sull’altare si compie il miracolo della presenza del Signore, allora ogni Eucarestia diventa il dono più grande che possiamo ricevere.
Il Corpus Domini ci invita a stupirci ancora di questo miracolo: Dio non è rimasto lontano, ma ha scelto di farsi Pane per accompagnare il nostro cammino, sostenere le nostre fatiche e nutrire la nostra speranza.
Ed ecco il significato della processione. Non è una semplice tradizione folkloristica, né un gesto contro qualcuno. È la gioiosa testimonianza della nostra fede. Camminiamo dietro al Santissimo Sacramento perché desideriamo dire, con semplicità e rispetto, che siamo cristiani e che non ci vergogniamo del Vangelo. In una società dove molti manifestano con orgoglio la propria identità, anche noi possiamo mostrare con serenità e umiltà la bellezza di appartenere a Cristo e alla sua Chiesa.
Infine, ricordiamoci che la Chiesa siamo noi. Ognuno è come un mattone 🧱: da solo serve a poco, ma insieme agli altri costruisce una casa. Così ogni nostra presenza, ogni gesto di carità, ogni preghiera e ogni partecipazione all’Eucarestia rendono più bella e più solida la comunità.
Non limitiamoci ad assistere al miracolo: diventiamone testimoni.